La rivoluzione del web 2.0 ha portato con sé i social e la disponibilità di accesso alla rete e di dispositivi personali hanno fatto crescere in maniera incredibile la messaggistica istantanea. Tutto questo ha modificato radicalmente e credo per sempre il nostro modo di esistere; e se da un lato le persone sono fisicamente più distanti, le stesse persone si conoscono meglio perché, anche se a parole tutti apprezzano la privacy, nella pratica condividono informazioni private con un mondo di sconosciuti.

Definizioni

Una comunità reale è un insieme di persone legate da una comune caratteristica che le porti potenzialmente ad incontrarsi faccia-a-faccia, come ad esempio:

  • tutte le persone che abitano in un certo paese
  • tutte le persone che lavorano per una certa azienda
  • tutte le persone iscritte ad una palestra
  • tutti gli studenti di una scuola
  • tutti i clienti di un supermercato
    e così via.

Una comunità virtuale è un insieme di persone legate da una comune caratteristica che le porti potenzialmente ad incontrarsi con la mediazione di uno strumento tecnologico (come un computer o uno smartphone), come ad esempio

  • tutti i partecipanti ad una videoconferenza
  • tutti gli iscritti ad un gruppo su facebook
  • tutti i follower di un influencer su instagram o tiktok
  • tutti gli iscritti ad un canale su telegram
  • tutti gli utenti di una certo sito web
    e così via.

Alle caratteristiche sopra elencate si possono aggiungere, sia per le comunità reali che per quelle virtuali, altre “coordinate” come ad esempio il tempo:

  • le persone che frequentano un certo bar il mercoledì pomeriggio
  • le persone che si collegano ad una precisa room di una chat dopo le 23
    e così via.

Entrambi i tipi di comunità necessitano di un codice per la comunicazione, il primo dei quali è sicuramente la lingua (italiano, inglese ecc.).

Virtuale o reale?

Ma sono veramente “virtuali” le comunità virtuali rispetto a quelle reali?

Virtuale (se penso al concetto di realtà virtuale ad esempio) mi fa venire in mente qualcosa di inesistente, qualcosa di artefatto, qualcosa di non reale appunto. Ma se ci riflettiamo meglio queste comunità (forse è meglio iniziare a usare il più corretto termine community) non sono meno reali delle cosiddette comunità reali.
Difatti sono costituite anch’esse da persone vere, solamente che non le vediamo.
Mi viene in mente l’ormai vecchia polemica sui telefoni cellulari e le persone “che parlano da sole” per strada.
Queste persone non sono assolutamente da sole. Sono assieme ad altre persone che si trovano fisicamente distanti ma esistono nella realtà: non si trovano “in un’altra dimensione” ma solamente in una dimensione più ampia.

Ed ecco che allora il rischio è di derubricare le community appunto a qualcosa di virtuale inteso come di non reale, quasi fosse un gioco costruito al computer, quando invece il computer e la rete sono solo un mezzo di comunicazione fra persone reali.

Velocità e capillarità delle community

Velocità di diffusione: nelle community (ad esempio attraverso le notifiche) le informazioni si diffondono alla massima velocità, difatti è possibile (in modalità broadcast: comunicazione verticale) far arrivare una comunicazione istantanea a tutti gli appartenenti alla community stessa (capillarità).

Velocità di sviluppo: credo sia necessario precisare che spesso la comunicazione si sviluppa (comunicazione orizzontale) molto più velocemente all’interno di una comunità virtuale che all’interno di una comunità reale; ciò avviene in quanto gli appartenenti ad una comunità virtuale spesso lo sono per scelta e non “perché si trovavano a passare di lì”.

 

Immagine: Foto di Tobias Dziuba da Pexels

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