Il computer (nato come “calcolatore”, come abbiamo già scritto nell’articolo Informatica, IT, ICT, TIC) è oggi anche uno strumento per la comunicazione. Quando diciamo “computer” immaginiamo un PC desktop oppure un notebook, ma non dimentichiamo che i nostri telefoni cellulari (più correttamente “smartphone”) non sono altro che computer che permettono (anche) di telefonare. Se guardiamo l’uso che facciamo degli smartphone (oggi esistono sistemi che ci avvisano di quanto tempo dedichiamo alle diverse attività), possiamo osservare come la telefonata non sia più l’attività principale, ma che invece i social e i sistemi di messaggistica istantanea (come whatsapp o telegram) ci occupino molto di più.

Nel seguito proviamo a classificare i mezzi di comunicazione che si sono sviluppati nel secolo scorso fino ad arrivare all’odierno utilizzo, di certo fortemente modificato dall’avvento dell’informatica.

I mezzi di comunicazione

I mezzi di comunicazione sono gli strumenti mediante i quali è possibile comunicare a distanza.

È possibile classificare i mezzi di comunicazione in mezzi per la comunicazione di massa (o mass-media) e mezzi per la comunicazione interpersonale.

I mezzi per la comunicazione di massa coinvolgono nella comunicazione molte persone e realizzano la cosiddetta comunicazione verticale, essendo la comunicazione per lo più unidirezionale dall’alto in basso, dall’emittente (uno) ai destinatari (molti). È il caso della radio e della televisione. In inglese si parla di broadcasting.

I mezzi per la comunicazione interpersonale coinvolgono nella comunicazione poche persone per volta e realizzano la cosiddetta comunicazione orizzontale, essendo la comunicazione per lo più bidirezionale ed avvenendo fra attori allo stesso livello gerarchico. È il caso della posta tradizionale e della posta elettronica, del telefono, della messaggistica istantanea (in inglese IM: Instant Messaging) ossia di SMS/MMS , di whatsapp/telegram e simili.

I mezzi per la comunicazione interpersonale vengono ulteriormente suddivisi in mezzi per la comunicazione interpersonale sincrona (dove il tempo ha importanza, come in una comunicazione telefonica) ed in mezzi per la comunicazione interpersonale asincrona (dove il tempo ha meno importanza, come nella posta tradizionale ed elettronica o negli SMS).

Vari studiosi della comunicazione, primo fra tutti Marshall McLuhan con la celebre frase il mezzo è il messaggio, asseriscono che è possibile leggere l’evoluzione dell’uomo attraverso l’evoluzione dei sistemi usati per comunicare, intendendo che il mezzo non è neutrale nei confronti del messaggio, ma lo caratterizza e, a volte, lo modifica.

Roberto Mainardi, nel testo “Geografia delle comunicazioni”, afferma che la comunicazione è componente essenziale dei sistemi e dei dispositivi che organizzano il corpo sociale; dal 1960 il peso economico e la rilevanza sociale degli strumenti di comunicazione sono cresciuti così da apparire chiaramente come una realtà distinta dal trasporto fisico, a cui le comunicazioni sono state a lungo associate.

Se la comunicazione è da secoli al centro dalla vita sociale, oggi sarebbe inconcepibile farne a meno: si pensi per assurdo alla nostra società, privata dei mezzi di comunicazione: televisione, telefono, posta, stampa e così via.

Come classificare Internet in termini di mezzi di comunicazione? Mass-media oppure mezzo per la comunicazione inter-personale? Secondo molti autori la rete va classificata in entrambe le categorie: su Internet difatti avvengono comunicazioni verticali (siti Web tradizionali, siti di reti TV o radio) ma anche orizzontali (social, forum, posta elettronica o blog con possibilità di intervento dei lettori).

La comunicazione mediata dal computer

La comunicazione mediata dal computer (CMC, Computer Mediated Communication) comprende tutte le forme di comunicazione interpersonale che utilizzino una macchina come mezzo intermedio.

Prima che la rete Internet divenisse utilizzabile da chiunque (1993) sono stati effettuati diversi studi sulla CMC, a partire dagli anni ’70 del XX secolo, spesso condotti in laboratorio; a quel tempo l’utilizzo della rete era ristretto a determinati ambiti, come ad esempio la ricerca universitaria.

Alcune conclusioni di questi primi studi furono che la CMC ha come caratteristiche

  • il progressivo impoverimento della dimensione sociale, rispetto alla comunicazione faccia a faccia
  • la comparsa di più identità sociali, che portano ad asocialità (non rispettare le norme sociali) o ipersocialità (forte rispetto delle norme sociali), a seconda che io quando scrivo mi senta anonimo o viceversa

Se questi primi studi hanno generalmente considerato la CMC come una comunicazione a sé estrapolandola dal corpus della comunicazione interpersonale, alcuni studi più recenti hanno invece analizzato la CMC come parte della comunicazione fra le persone, arrivando ad osservare come due persone possano comunicare usando diversi mezzi di comunicazione, fra cui anche quelli mediati.

Il confronto in laboratorio fra interazione faccia a faccia e interazione via CMC dà adito ad una semplificazione dell’idea di comunicazione umana: gli individui, al di fuori del laboratorio, comunicano mediante più mezzi e le relazioni sociali, non appena diventano regolari e significative, tendono sempre a integrare la comunicazione attraverso altri media, come il telefono o la presenza faccia a faccia.

 

Bibliografia:
– Paccagnella, L., La comunicazione al computer. Sociologia delle reti telematiche, il Mulino, Bologna, 2000
– Rossignoli, N., Appunti di cultura digitale, Lampidistampa, Milano, 2008

Immagine: Foto di Tracy Le Blanc da Pexels

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