Parliamo di information literacy (seguendo la traccia del relativo syllabus ECDL/ICDL) intendendo l’alfabetizzazione di un utente nel trattamento delle informazioni, così da riuscire ad esempio a discernere con che tipo di informazione si ha a che fare, se è una news o una fake news ecc.

Informazione

L’informazione è qualunque cosa riduce l’incertezza riguardo ad una determinata questione. Molto importante è però il contesto. Se si dispone infatti di un dato senza il contesto, questo rimane un dato e non diventa informazione.

Ad esempio se io scrivo 46 senza specificare a cosa mi riferisco potrebbe essere:
– quanti anni ho?
– qual è il mio numero di scarpe?
– quante persone vedo se guardo fuori dalla finestra in questo momento?

Se il dato risponde ad una di queste domande allora diventa informazione (che può essere anche informazione errata, perché ora dalla finestra vedo solo un gatto, ma resta comunque informazione).

In altre parole un dato contestualizzato, un dato elaborato diventa informazione.

Informazioni online

Al giorno d’oggi la gran parte delle persone recupera informazioni di ogni tipo attraverso la rete Internet (da PC o da smartphone).
Le informazioni online si possono reperire ovunque, ad esempio attraverso un motore di ricerca, il quale può riportare collegamenti a

  • siti di news (notizie e aggiornamenti)
  • wiki (ossia informazioni organizzate e scritte da diversi utenti, come ad esempio wikipedia, la più famosa enciclopedia collaborativa)
  • blog (ossia siti di utenti che pubblicano articoli simili a quelli di un giornale ufficiale, sui più svariati argomenti, incluse le opinioni personali)
  • microblog (come ad esempio Twitter, per pubblicare opinioni personali, post o commenti a post, detti tweet, di altri utenti ecc.)
  • social network (detto a volte in italiano “rete sociale”, un sito web che permette agli utenti di pubblicare contenuti di vario tipo, incluse le opinioni personali, sotto forma di testo/immagini/video, per i più svariati motivi e di commentarli, di mettere like ecc.)
  • forum (ossia un insieme di pagine con domande e risposte su un certo argomento); all’interno di un forum si sviluppano i filoni del discorso (detti thread), ossia l’insieme dei contributi (detti anche post) dei vari utenti; il primo contributo (che apre il thread) è detto topic (e i contributi fuori tema sono detti off topic)
  • siti pubblicitari (come singole landing page o interi siti commerciali)

Informazioni online: vantaggi

I vantaggi dell’informazione online, rispetto a quella su fonti più tradizionali sono ad esempio
– la maggiore accessibilità (perché è sufficiente avere uno smartphone per accedere alle informazioni)
– la maggiore velocità (perché trovare una informazione può essere questione di secondi)
– la portata globale (perché, sapendo le lingue o almeno l’inglese, una informazione è istantaneamente accessibile poco dopo essere stata inserita in rete)

Informazioni online: svantaggi

Esistono anche degli svantaggi dell’informazione online ossia

  • difficoltà di regolamentazione (visto che Internet è probabilmente l’unica realtà veramente globale in un mondo che non lo è assolutamente: non esistono leggi mondiali ma ogni paese ha una sua giurisprudenza, a volte in contrasto con le norme di altri paesi e ciò impedisce una regolamentazione facile)
  • dipendenza dall’infrastruttura (nel senso che non tutti gli utenti di Internet hanno le stesse possibilità effettive di collegamento: c’è ancora molto digital divide in quanto a larghezza di banda o a velocità del proprio dispositivo ecc.)
  • facilità di plagio (dato che mediante un motore di ricerca si ha accesso istantaneo a moltissime informazioni sotto forma di testo, immagini, video e passare dalla sola fruizione per uso personale al copiarle senza averne il diritto per poi magari ripubblicarla è altrettanto veloce)
  • la velocità e la capillarità di diffusione anche delle notizie false e fuorvianti

Fare una ricerca

Come si fa una ricerca al tempo di Internet? i passi chiave sono:

  • definire l’informazione necessaria di interesse (ossia chiarirsi cosa si sta cercando prima di cercarlo)
  • cercare l’informazione (ossia procedere mediante un motore di ricerca sul web o mediante fonti e canali ritenuti attendibili anche in altre piattaforme o social network, a seconda dell’ambito di riferimento)
  • valutare i risultati della ricerca (separando ad esempio fatti e opinioni, confrontando più fonti di informazione, verificando che le fonti siano attendibili e che, ad esempio, una informazione non sia già stata smentita da servizi di fact checking o da siti anti bufale)
  • creare il nuovo contenuto (il quale non deve copiare da contenuti trovati altrove, ma dovrebbe essere un apporto originale, che tiene conto di tutte le fonti e i materiali trovati, magari citandoli)

Valutare una fonte

Per valutare bene una fonte di informazione, questa va classificata a seconda dello scopo: esso è

  • presentare opinioni (ossia riportare il pensiero di una o più persone su un argomento)
  • persuadere (ossia cercare di convincere chi legge/vede)
  • intrattenere (ossia, magari con ironia, puntare a interessare/divertire chi legge/vede)
  • informare (ossia riportare dei fatti o delle informazioni; da rilevare come i fatti possono essere realmente accaduti e le nozioni possono essere corrette; purtroppo però i fatti possono anche non essere mai accaduti e le informazioni possono essere false: in tali casi si parla comunque di fake news; le fake news sono sempre esistite e ci sono dei casi di falsi storici circolati per decenni o addirittura secoli; attualmente però il problema si è accentuato per la velocità di circolazione dell’informazione)

Necessità di informazione

Si definiscono “necessità di informazione” le informazioni di cui si ha bisogno. Per determinarle è necessario

  • identificare un argomento (cosa si sta cercando?)
  • determinare il tipo di informazione necessaria (che tipo di informazioni ci servono per avere un quadro dettagliato dell’argomento?)
  • raccogliere il contesto dell’informazione (in che ambito si sviluppa l’argomento di interesse? quali altre informazioni servono per capire appieno di cosa si sta parlando?)

Possiamo dire che una informazione sarà per noi necessaria solo dopo aver raccolto le informazioni di base.

Strategia di ricerca

Una strategia di ricerca è un metodo per il reperimento di informazioni. Come si sviluppa una strategia di ricerca? Bisogna

  • identificare la domanda per la ricerca (ossia provare a definire l’argomento sotto forma di domanda)
  • elencare le parole chiave dette anche keywords (ossia trovare i termini che definiscono precisamente l’argomento)
  • usare dei sinonimi (per allargare i risultati che si possono ottenere dai motori di ricerca o in generale da altre fonti)

Rischi legati alle informazioni sui social

Cercando informazioni su un social network (in italiano una rete sociale) si possono correre dei rischi
– informazioni ingannevoli (fake news: notizie o informazioni create ad arte per confondere le persone e convincerle di cose non vere)
– identità false (profili utenti creati ad arte per irretire, adescare o confondere le persone e convincerle a stabilire relazioni e ottenere dati personali per successive truffe, frodi o altre azioni illegali)
– phishing (messaggi che contengono inviti a comunicare i propri dati personali, per poi usarli per frodi, truffe, furti ai propri danni)
– spam (messaggi indesiderati con pubblicità insistente o altro)

Valutare una informazione

Per valutare una informazione online si possono considerare accuratezza, autorevolezza, attualità, copertura, obiettività, rilevanza (come di seguito), mentre non è consigliabile considerare la popolarità, perché potrebbe derivare dalla frequente diffusione di fake news o contenuti creati ad arte per essere fuorvianti.

Accuratezza

Quanto è precisa una informazione? Per valutare l’accuratezza si usa

  • entità degli errori
  • evidenza della ricerca (ossia ci devono essere statistiche accreditate e verificabili)
  • conferma attraverso valutazione di altri esperti (peer review)

Autorevolezza

Autorevolezza della fonte: si intende essere certi che chi parla/scrive sia riconosciuto come un esperto del settore.
Dipende anche da

  • nome e qualifiche dell’autore
  • disponibilità dei dettagli per un contatto
  • nome e rilevanza scientifica (in riferimento al settore) della rivista sul quale è stato pubblicato l’articolo
  • reputazione dell’editore

Attualità

Quanto è attuale quello che stiamo leggendo/vedendo?

  • c’è una data?
  • ogni quanto viene aggiornato?
  • il contenuto è ancora valido?

Copertura

La copertura dell’informazione è il grado di completezza ossia quanto è approfondita ed esauriente la trattazione dell’argomento; è necessario valutare

  • approfondimento (va sufficientemente a fondo dell’argomento?)
  • entità delle omissioni (ossia quanto è stato tralasciato)
  • riconoscimento delle omissioni (ossia cosa è stato tralasciato)

Obiettività

L’informazione è obiettiva se non riguarda opinioni ma è supportata da numeri o fatti.
L’informazione che stiamo vedendo è obiettiva? Per rispondere dobbiamo

  • identificare lo scopo (perché è stata scritta?)
  • identificare se è un fatto certo oppure se è una opinione

Rilevanza

Una informazione può essere rilevante, ossia adeguata e dunque di interesse per alcune persone e non per altre. Ciò dipende anche

  • dall’età
  • dal livello attuale di conoscenza
  • dalle competenze linguistiche
  • dalle consuetudini

Organizzare e memorizzare le informazioni

Il web contiene così tante informazioni che è importante avere strumenti per organizzarle.
Come ad esempio:

  • tabelle
  • segnalibri
  • schemi
  • storyboard
  • siti di segnalibri sociali

Quando si dice “le fonti” si intende dove si sono trovate frasi, citazioni, immagini e contenuti in genere che hanno ispirato il proprio contributo.
Le fonti vanno registrate e riconosciute ossia comunicate chiaramente.
Prima di utilizzarle va chiesta l’autorizzazione.

Volendo memorizzare informazione va considerata

  • la velocità di accesso (quanto facilmente si riesce ad arrivare alle informazioni)
  • il controllo di versione (esistono diverse versioni delle informazioni? come vengono gestite?)
  • la distribuzione (saranno accessibili a tutti o ci vorranno delle credenziali?)
  • il log degli accessi (saranno tracciati in un registro gli accessi alle informazioni?)
  • il costo (quanto dispendioso sarà in termini di denaro dare accesso alle informazioni?)

Creare nuova informazione e comunicarla

L’information design ovvero la pianificazione della comunicazione di informazioni considera

  • lo scopo
  • la qualità dei dettagli
  • il pubblico di riferimento (o target)
  • il formato (testo? audio? video?)
  • la lingua
  • lo stile (legato al target)

Nella stesura di nuove informazioni, ossia quando si scrive un nuovo testo (che chiameremo contributo), identifichiamo tre elementi strutturali:

  • l’introduzione (dovrebbe indicare lo scopo del contributo)
  • il corpo del testo (dettaglio del contributo)
  • la conclusione (riassume quanto di nuovo e/o interessante è stato introdotto grazie al contributo)

Quando si scrive un nuovo testo vanno fatte delle considerazioni legali:

  • copyright e proprietà intellettuale
  • limitazione di responsabilità
  • protezione dei dati
  • diffamazione (falsificazione o distorsione di parole o azioni di una persona)

Quando si scrive un nuovo testo o si pubblicano in rete immagini o video, vanno fatte delle considerazioni etiche:

  • evitare falsificazioni (non produrre fake news)
  • evitare il plagio (non copiare informazioni da altri)

Le citazioni devono sempre essere presentate come tali: si deve capire che non si tratta di un contributo proprio, ma di terzi, di cui è sempre bene mettere il nome e la fonte.

Quando si fa la revisione di una bozza bisogna attenersi a questi criteri:

  • chiarezza
  • accuratezza
  • concisione
  • coerenza
  • logica dell’argomentazione (senso logico)
  • lingua
  • stile

Quando si pubblicano informazioni in Internet, sul web o su un social, vi sono poi delle conseguenze:

  • permanenza (testi/immagini/video possono essere difficili da rimuovere dalla rete)
  • rischi di sicurezza (alcuni contenuti inizialmente personali potrebbero essere intercettati e sottratti)
  • perdita di controllo (alcuni contenuti potrebbero essere inoltrati mediante altri canali e diventare impossibili da controllare)

Bibliografia:
– ECDL/ICDL syllabus “information literacy”
– Rossignoli, N., Appunti di cultura digitale, Lampidistampa, Milano, 2008

Immagine: Foto di Hasan Albari da Pexels

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