Primi cenni sul software, seguendo la traccia del syllabus ECDL/ICDL per il modulo Computer Essentials – concetti base del computer.

Definizioni.

L’insieme delle istruzioni per far funzionare un computer (o uno smartphone), e per fargli compiere le azioni di interesse per l’utente, è detto “programmi” o “software”.
Esistono almeno due tipi di software:

  • il software di base (o “il sistema operativo”) è il software che deve essere necessariamente installato sul nostro dispositivo (è il software che permette il funzionamento di base del computer/smartphone)
  • il software applicativo (o “le app” o “le applicazioni”) è il software che permette di svolgere una determinata funzione (ad esempio una calcolatrice per fare i calcoli, un videogioco per giocare, un browser per navigare in Internet e così via)

Il software può essere installato sul proprio computer/smartphone oppure essere disponibile online (ossia solo quando è disponibile una connessione ad Internet).

Software di base.

Il sistema operativo è composto da un insieme di programmi che ha il compito di garantire il corretto funzionamento di tutte le componenti hardware e software. Si pone fra l’essere umano e il computer e fa da interfaccia, ossia permette all’essere umano di utilizzare il computer senza dover necessariamente conoscere il linguaggio della macchina (che renderebbe l’interazione uomo-macchina molto più difficoltosa).
Fra i sistemi operativi più diffusi ricordiamo Windows, Mac OS, linux (per i computer) e iOS, Android (per gli smartphone).

Software applicativo.

Le applicazioni più comuni comprendono:

  • le suite (=insieme di programmi) per la produttività di ufficio, formate almeno da: un elaboratore testi (per scrivere), un foglio elettronico (per fare calcoli), uno strumento per le presentazioni (per presentare informazioni); possono anche contenere altri software come un gestore di basi di dati, un client di posta elettronica, una agenda ecc.
  • software per comunicare con altre persone
  • software che permettono di accedere ai social (abbreviazione per “social network” ovvero “reti sociali”)
  • software per svolgere elaborazioni multimediali, ossia trattare audio, immagini fisse, immagini in movimento (video)
  • software che supportano il design e la progettazione in genere
  • app specifiche per i dispositivi mobili (come smartphone e tablet)

Licenze software.

Il software è, giustamente, considerato una “opera dell’ingegno umano” nel senso che viene pensato (da un ideatore), viene progettato (da un analista) e viene sviluppato (da un programmatore). Una o più persone possono dunque detenere la cosiddetta “proprietà intellettuale” ossia il riconoscimento della paternità dell’opera (il software in questo caso).
Ogni tipo di software è accompagnato da una licenza, ovvero un contratto che regola cosa l’utente finale (end-user) può o non può fare con quel software.
Queste licenze sono dette EULA ovvero “End-User License Agreement”.
L’utente deve accettare la licenza prima di utilizzare il software (questa operazione a volte è detta, con un italiano non molto bello, “licenziare il software”).

Esistono molti tipi di licenze software. I più comuni sono:

  • proprietaria o commerciale, quando l’utente paga una certa somma (una tantum oppure ogni tot giorni) e in cambio può utilizzare il software; è detta proprietaria perché legata ad uno specifico software
  • di prova, quando l’utente ha a disposizione un numero ridotto di funzioni per testare il software prima di acquistarlo (potrebbe anche essere un videogioco di cui sono sbloccati solo i primi due livelli ad esempio)
  • shareware, quando l’utente ha a disposizione il software completo ma per un periodo di tempo limitato (ad esempio 30 giorni) e poi se vuole continuare ad usarlo deve “registrare il software” ovvero pagare una licenza completa
  • freeware, quando l’utente può usare il software senza dover pagare nulla
  • free software (o “open source”), quando l’utente non solo può usare liberamente il software, ma può anche “aprire il cofano” per vedere come è stato fatto questo software dal programmatore che lo ha creato

Versioni, aggiornamenti e release.

Nel processo di sviluppo di un software da parte di un programmatore, prima che una applicazione sia vendibile, possono circolare alcune versioni iniziali dette “alpha” (primissima pubblicazione del software, limitata a pochissime persone) o “beta” (versione non definitiva, a volte pubblicata in Internet per avere il feedback di alcuni utenti che lo possono provare, detti beta-tester).

Uno stesso software viene più volte modificato (ciò può essere dovuto all’introduzione di nuove funzionalità, ma anche alla correzione di errori, detti bug). Le modifiche prendono il nome di aggiornamenti e sono identificate da un numero di release: ad esempio la versione iniziale si chiama 1.0, poi segue la 1.1, la 1.2 e così via; le modifiche minori fanno cambiare la seconda cifra numerica, mentre ad esempio si passa da 1.2 a 2.0 in caso di modifiche sostanziali.

 

Bibliografia:
– ECDL/ICDL syllabus “computer essentials”
– Rossignoli, N., Introduzione all’informatica, Lampidistampa, Milano, 2007
– Dulli, S., Rossignoli, N., Informatica e multimedialità, CUSL NuovaVita, Padova, 2000

Immagine: Photo by Markus Spiske temporausch.com from Pexels

(Visited 265 times, 1 visits today)