Il consulente informatico è un esperto di normative riguardanti il mondo digitale: l’impresa deve sfruttare le opportunità offerte dalle best practice e non subire passivamente i vincoli imposti ad esempio da privacy e GDPR, IT security, qualità.

Compliance normativa

La portata della trasformazione digitale avvenuta negli ultimi decenni ha modificato notevolmente lo scenario normativo, nazionale e internazionale, in cui devono operare oggi le imprese. Ogni processo aziendale ha un impatto, interno o esterno all’impresa, soggetto alla conformità alle normative in vigore, generali o specifiche per il settore in cui si opera. 

Il consulente

  • analizza i processi in essere
  • partecipa al disegno di nuovi processi
  • struttura un sistema di monitoraggio per i processi
  • dettaglia e documenta le procedure necessarie

in relazione alle normative (tecniche, tecnologiche, digitali, informatiche) cosicché l’azienda possa dirsi compliant rispetto a norme obbligatorie (come norme di legge), o rispetto a norme di riferimento (come le norme ISO) non obbligatorio ma a cui l’azienda aderisce volontariamente per ottenere e mantenere una o più certificazioni.

Il consulente può supportare l’azienda nelle fasi di predisposizione documentale e di organizzazione degli interventi operativi di implementazione o di adeguamento, in occasione di un audit interno o di una visita ispettiva di un ente di certificazione.

Buone pratiche

In senso più esteso, la compliance (ossia la conformità alle norme obbligatorie o legate all’ottenimento e mantenimento di una certificazione), può essere intesa come rispetto di norme non istituzionalmente codificate, come ad esempio le cosiddette buone pratiche.

Le best practice (da tradurre e da intendere come “miglior prassi”) o buone pratiche sono un insieme di consuetudini virtuose che permettono di svolgere determinati compiti in maniera più produttiva, riducendo tempo e costi, con migliore efficienza ed efficacia e magari nel rispetto del codice etico che l’azienda si è data.

Il consulente informatico può “fotografare” la situazione rispetto alle tecnologie informatiche e al digitale in azienda per:

  • scelta della corretta soluzione
  • diffusione delle soluzioni disponibili
  • modo di impiego delle soluzioni scelte

e presentare le buone pratiche e formare il personale fino all’applicazione, cosicché l’impresa possa beneficiare dello stato dell’arte tecnologico, senza doversi caricare di tempo e costi per dover “reinventare la ruota”.

Grazie alle best practice l’azienda ottimizza i propri processi interni e può anche “vendersi” all’esterno: i social media manager saranno contenti di avere spunti per uno storytelling d’impresa fondato sulle buone pratiche.

 

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